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Fișier:StemaBrasov.svg Braşov

Braşov è un municipio della Romania, capoluogo dell'omonimo distretto.

Nel 2007 è stata istituita la zona metropolitana di Braşov che comprende oltre alla città anche 12 comuni limitrofi.

I primi documenti che citano la città, con il nome Corona, risalgono al XIII secolo. Gli attuali nomi rumeno e ungherese derivano dall'antica parola turca barasu, che significava "fortezza", o dalla parola turca boro-sug (= "acqua grigia"), nome assunto da una cittadella chiamata Brassovia ubicata sulla collina di Tâmpa, sul lato meridionale della città.

Lo stemma della città trae invece origine dal nome medievale latino Corona e da quello tedesco Kronstadt (città della corona); comunque nel Medioevo venivano usati tutti e tre i nomi per designare la città.

Tra il 1950 ed il 1960, durante il regime comunista, la città assunse il nome Oraşul Stalin (Città di Stalin), in onore del leader sovietico.

Le più antiche vestigia di insediamenti umani nell'area di Braşov risalgono al Neolitico. Scavi archeologici in diverse aree della città hanno portato al rinvenimento di reperti dell'età del bronzo, di cittadelle di epoca dacia e costruzioni di epoca romana.

Nei periodi successivi la popolazione dell'epoca fu pressoché interamente bulgara; sono stati trovati reperti archeologici del periodo tra il II e l'VIII secolo, in particolare monete, anelli, strumenti in metallo e stoviglie.

Gran parte nello sviluppo di Braşov fu merito dei "sassoni" (tedeschi) che vennero chiamati dal re Géza II d'Ungheria in diverse riprese tra il 1141 ed il 1162 a fondare città, avviare miniere e coltivare la terra in Transilvania. I tedeschi divennero il fulcro della difesa dei confini di Sud del Regno d'Ungheria sotto il re Andrea II.

I tedeschi che vivevano a Braşov erano soprattutto artigiani e commercianti i quali riuscirono a sfruttare la favorevole posizione della città, all'incrocio delle principali vie di comunicazione tra l'Impero ottomano e l'Europa occidentale, e anche qualche agevolazione fiscale dai re d'Ungheria, ottenendo un consistente arricchimento economico e una forte influenza politica. Questo portò anche a uno sviluppo dell'architettura cittadina. Ma poiché era esposta alle incursioni punitive di Vlad Tepes e dei tartari, vennero costruite importanti fortificazioni, continuamente ampliate e potenziate, con diverse torri, ognuna delle quali era curata e sorvegliata da una delle congregazioni di artigiani. Attualmente rimangono due porte della città (Porta Ecaterinei e Porta Şchei), mentre le fortificazioni sono in fase di restauro e recupero grazie ai fondi dell'UNESCO. Il più antico palazzo della città è la Chiesa San Bartolomeo. Dell'epoca rimangono inoltre l'antico palazzo municipale con l'annessa piazza, su cui si affaccia uno degli edifici più antichi della città, la Hirscher Haus, fatta costruire da una ricca famiglia di mercanti.
Nelle vicinanze si erge inoltre la chiesa evangelica "Chiesa Nera" (Biserica Neagră), che secondo alcuni studiosi è la più grande chiesa
gotica dell'Europa orientale.

La presenza dei sassoni e il dominio ungherese privarono per molto tempo i cittadini romeni di molti diritti politici e civili, costringendoli a vivere fuori delle mura della città ed a dedicarsi ad attività agricole, riuscendo comunque a raggiungere un benessere economico tale da consentire loro di riguadagnare una certa influenza e ristabilire in parte la loro cultura, anche grazie all'avvio della prima tipografia della Transilvania (1558) ed alla successiva apertura di una biblioteca.
Braşov fu la sede più importante dell'avvio del protestantesimo in Transilvania, grazie all'umanista
Johannes Honterus che fondò qui la scuola protestante dove venivano giovanni studiosi da tutta la Transilvania. I sassoni tradussero parti della Bibbia anche in romeno ma la chiesa ortodossa fece una forte opposizione dichiarandoli eretici. Nel 1689 la città non volle sottomettersi alle forze austriache. Per punirla il generale Caraffa ordinò d'incendiare la città, furono distrutti molti palazzi e la grande chiesa gotica divenne Nera. Nel 1848 la città sarà uno dei centri della rivoluzione antiasburgica in Transilvania. Tra il XVII ed il XIX secolo, i romeni di Transilvania lottarono per ottenere maggiori diritti, con l'appoggio di quelli delle zone vicine e dalla comunità locale di mercanti greci; i diritti di cittadinanza vennero concessi per un breve periodo negli primi decenni del XIX secolo da Giuseppe II del Sacro Romano Impero, della quale Transilvania faceva parte. Grazie anche all'appoggio della Chiesa ortodossa, nel 1838 a Braşov avvennero due importanti fatti per la cultura romena: la nascita del primo giornale in lingua rumena, la Gazeta Transilvaniei, e del primo istituto di istruzione superiore, le Şcolile Centrale Greco-Ortodoxe (Scuole Centrali Greco-Ortodosse).
 
Ai primi del XX secolo i romeni costituivano comunque ancora una minoranza: nel 1910 erano infatti il 28,7% della popolazione della città, contro il 43,4% di ungheresi e il 26,4% di tedeschi.

Nel 1918, dopo la Prima guerra mondiale, quando la Transilvania venne unita al resto della Romania, la comunità tedesca dichiarò fedeltà alla Romania, ma dopo la Seconda guerra mondiale e l'avvento del regime comunista, molti furono obbligati a emigrare verso la Germania ed altri vennero deportati nell'Unione sovietica. Comunque l'attuale ristrutturazione di Braşov lo fecero sempre gli stessi emigrati sassoni o i loro discendenti.

A partire dal 1807, Braşov ebbe anche una comunità ebraica, che raggiunse il numero di circa 4.000 persone nel 1940; gran parte di essa emigrò verso Israele dopo la Seconda guerra mondiale ed oggi la comunità conta circa 130 persone. Ci sono due sinagoghe, una ortodossa e una neologa.

In città rimane inoltre, come del resto in buona parte della Transilvania, una consistente comunità ungherese.

Durante il regime comunista, il forte sviluppo industriale imposto dal governo centrale portò a pericolose tensioni sociali, sfociate nel 1987 in un lungo sciopero anticomunista, violentemente represso nel sangue dalle autorità, con l'arresto di numerosi operai.

Poiché la regione di Braşov è prevalentemente montuosa, i turisti che vengono a Braşov possono praticare tutte le attività sportive invernali. I principali massicci montuosi del municipio con infrastrutture, intrattenimenti e adatte allo sci:

  • Massiccio Piatra Mare con sentieri molto facili offre tante belle località turistiche naturali e la possibilità di praticare lo sport del parapendio
  • Massiccio Bucegi, Parco nazionale con splendidi ghiacciai con dei rifugi in vetta e la possibilità di praticare trekking, sci alpino, sci fondo e snowboard
  • "Massiccio Piatra Craiuliu", Parco Nazionale, unico del suo genere nei Carpazi Rumeni avendo la catena montuosa di 25 chilometri di lunghezza. Qui si possono trovare alcune specie di flora e fauna autoctona. Si possono trovare rifugi e moderne infrastrutture nelle zone limitrofe
  • Montagne Ciucaş (Munţii Ciucaş) a breve Parco Nazionale, questa zona ha poche infrastrutture turistiche ma offre una vasta scelta di agriturismo nelle città situate ai piedi della montagna
  • Montagne Perşani (Munţii Perşani) sono più bassi rispetto ai massicci menzionati sopra, ma avendo tante attrazioni turistiche nella parte nord-ovest del comune con tante aree protette, monumenti storici, culturali architettonicamente interessanti
  • Montagne Făgăraş (Munţii Făgăraş) sono i più alti e più spettacolari monti della Romania

Il municipio Braşov offre ai suoi turisti tante opportunità:

  • Turismo montano: caratterizzato dalla presenza di tanti massicci montuosi, tante zone boschive con dei sentieri battuti e dei rifugi. Il terreno offre sentieri sia per i più esperti della montagne sia per i bambini e anziani.
  • Turismo culturale storico: favorito dalla presenza di tanti monumenti storici pre-comunisti in tutta la regione.
  • Turismo religioso: per la presenza dei monasteri come Sãmbătă de Sus, per il periodo delle grandi feste e non solo, e per la presenza delle chiese con un grande valore storico e architettonico come la chiesa S. Nicolae.
  • Turismo sportivo: alpinismo, sci di fondo, sci alpino, equitazione, mountainbike, caccia e pesca nelle zone collinare, parapendio e animal-watching, tenendo presente che nel territorio nel municipio Braşov vivono più del 30% della fauna carnivora d’Europa (lupi, felini, orsi ecc).Specialmente in primavera è facile imbattersi in orsi e orsetti nei boschi al risveglio del letargo.
  • Turismo biologico: biodiversità, speologia, geologia, paleontologia.
  • Turismo rurale, molto praticato nelle zone del Bran: Fundata, Moeciu, Bran, Poiana Mărului.
  • L’ecoturismo: è rappresentato dal turismo molto vicino alla natura offerto come prodotto turistico, unico nel suo genere in Romania : Parco Nazionale Piatra Craiuliu, zona Vama Buzăului- la porta d’ingresso al massiccio Ciucaş, Zona Buneşti-Viscri, Zona Făgăraş.
  • Turismo d'affari: nuovi alberghi a 5 stelle con sale convention in tutta la regione.